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Cardiochirurgia

Malattia della mitrale

 

 

 

 

La malattia della valvola mitrale: quando l'attesa può diventare pericolosa? 

 

 

 

L'idea di essere sottoposto ad un intervento chirurgico, in particolare quando  l'organo colpito e' il cuore, suscita frequentemente comprensibili perplessita' sia nei  pazienti che nei medici curanti degli stessi.

Tuttavia, quando ad essere affetta da malattia  risulta essere la valvola mitrale, un'attesa eccessiva può spesso avere conseguenze  deleterie e negative sia per quanto concerne l' aspettativ a di vita che la  qualità di vita.

La valvola mitrale rappresenta una struttura particolare, anche nella propria  complessità strutturale; risulta infatti essere costituta dalle  seguenti componenti:  

 

- anulus valvolare

- lembi valvolari

- corde t endinee

- muscoli papillari

                                                                                                                                        FIGURA 1

 

 

Nonostante possano pertanto essere molteplici i meccanismi che possono portare  ad un vizio valvolare severo, nel corso degli ultimi decenni in Italia la causa più frequente  di malattia della valvola mitralica e' que lla degenerativa, a discapito invece di una  sostanziale riduzione della malattia reumatica, oggi fortemente in calo.

E ʼ inoltre spesso  presente in un ʼ ampia parte della popolazione generale il ben noto "prolasso", che indica un  atteggiamento anomalo della v alvola mitralica ed è meritevole di follow - up clinico, anche  se non necessariamente in tutti i casi evolve in una problematica  degna di intervento  chirurgico.

La degenerazione delle strutture costituenti la valvola mitrale (in particolare I  lembi valvolari e le corde tendinee) tipicamente causa un ʼ incompleta chiusura della  valvola, ovvero l ʼ insufficienza mitralica.

 

 

 

                                                                                                     FIGURA 2

 

Tuttavia,  la presenza di una malattia degenerati va risulta essere favorevole rispetto  alla presenza di malattia reumati ca , in quanto la forma degenerativa consente un  approccio conservativo , ovvero di  riparare la valvola nativa evitando ne pertanto la  necessaria  sostituzione con protesi valvolari.

Oggi sono a disposizione numerose tecniche  e tecnologie in grado di consentir e al cardiochirurgo di effettuare una riparazione valvolare  nella maggior parte dei casi  con una durata superiore a 15 anni in oltre il 90% dei casi. 


Un approccio collegiale e sinergico


P rima di giungere dal cardiochirurgo, e' fondamentale che via sia u na strategia di  gruppo, a partire dal medico di famiglia (in grado di identificare in prima battuta la  presenza di un soffio  cardiaco eventualmente in associazione a sintomi quali la dispnea ),  fino ovviamente al ruolo fondamentale del cardiologo, in partic olare nello svolgimento di un  esame diagnostico chiave, ovvero l'ecocardiografia, in grado di permettere una  visualizzazione  dettagliata  della valvola mitrale  e di  forn ire al cardiochirurgo  informazioni  di  estrema importanza in vista  della definizione  di u n a strategia operatoria . Pertanto, a tale  scopo,  è fondamentale che  il cardiolog o ed il cardiochirurgo collabori no in sinergia, anch e  visionan d o congiuntamente l'esame ecocardiografico al fine di offrire un'opinione collegiale  e comune sull'entità del prob lema e sulla possibilità terapeutica più opportuna.

 

Quando intervenire chirurgicamente?


E' molt o importante ricordare che , nonostante la presenza di sintomi ( di spnea,  ridotta tolleranza allo sforzo) sia un'ovvia indicazione verso l'intervento c hirurgico (d opo  dimostrazione della presenza di una insufficienza mitralica severa), tuttavia, numerosi  studi ed anche le recenti linee guida dell'American Heart Association sottolineano  l'importanza di indagare con attenzione anche pazienti con insufficienza mitralic a severa  senza sintomi a riposo , mediante l'effettuazione di esami quali l'ecocardiografia sotto  sforzo . Si e' infatti dimostrato come un trattamento effettuato con tempistica stre tta, ovvero  anche in assenza di s i ntomi, in questi casi offra un impatto sig nificativame nte migliore in  ambito di aspett tiva e qualità di vita per il paziente nel futuro.


Quali i vantaggi di una tempistica  appropriata ?


Come evidenziato in precedenza, è fondamentale che un paziente portatore di  valvulopatia mitralica sia monitorato secondo tempistiche concordate con il proprio  cardiologo curante, a seconda della gravità della malattia. La possibilità di una  pianificazione opportuna offre in prima istanza la possibilità di ridurre il rischio di  deterioramento della funzione cardiaca  (inevitabilmente associato alla malattia valvolare),  ridurre il rischio di un eccessiva evoluzione della malattia tale da rendere irriparabile la  valvola stessa, ed infine evitare che si instaurino alterazioni del ritmo cardiaco ( quali la  fibrillazione atr iale), tipicamente associate alle fasi avanzate della malattia.


Quali sono i rischi e le opzioni chirurgiche?


La chirurgia della valvola mitrale viene effettuata  oggigiorno in una popolazione  estremamente ampia di pazienti, che comprende anche soggetti an ziani ed a rischio elevato. La definizione precisa del rischio individuale viene espressa dal cardiochirurgo al  termine di una visita e della valutazione di vari esami diagnostico - strumentali, tuttavia, è  importante ricordare che in generale (quindi in ass enza di patologie di rilievo) il rischio  chirurgico per la  riparazione della valvola mitralica si attesta attorno all ʼ 1 - 2% nei centri  qualificati, ancora meno rispetto al rischio chirurgico generalmente associato alla  sostituzione della valvola mitrale, in generale quantificabile attorno al 3%. Come evidenziato in precedenza, un timing corretto consente spesso al  cardiochirurgo di effettuare riparazioni che consentano di ripristinare un ottimo  funzionamento della valvola mitrale, anche a lungo termine.

E ʼ altresì importante ricordare come siano state recentemente introdotte anche  tecniche che consentano, in casi adeguati, di effettuare l ʼ intervento anche con approcci  meno invasivi.

 

 

                                                                                                 FIGURA 3

 

                     

 

 

 

 

In conclusione, oggi l ʼ intervento alla valvola mitra le deve essere effettuato con  tempistiche adeguate  per poter essere realmente  curativo a lungo termine,  consentendo al  paziente di raggiungere un ʼ aspettativa ed una qualità di vita sovrapponibile al normale  

 

 

 

Pubblicato da: Dr. Mauro Di Marino

 


 

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